Cari amici golosi e amanti dell’avventura culinaria, benvenuti nel mio piccolo angolo di paradiso gastronomico! Quante volte ci siamo ritrovati a sognare viaggi esotici, magari proprio per scoprire nuovi sapori e immergerci in culture lontane?
Bene, oggi vi porto dritti nel cuore del Medio Oriente, in una terra dove la storia millenaria si fonde con una cucina vibrante, ricca di profumi, spezie e tradizioni che scaldano l’anima.
Sto parlando di Israele, un crocevia di popoli e racconti che si riflette in ogni piatto, trasformando un semplice pasto in un’esperienza indimenticabile.
La cucina israeliana non è solo falafel e hummus, ve lo assicuro! È un universo di gusti ereditati da diverse diaspore e reinventati con un tocco moderno, capace di sorprendere anche i palati più esperti.
Ho avuto la fortuna di esplorare i mercati vivaci di Tel Aviv e le piccole botteghe di Gerusalemme, e ogni volta è stato un colpo di fulmine: dagli aromi intensi dello za’atar ai colori vivaci della shakshuka, ogni ricetta narra una storia.
E sapete cosa ho imparato? Che il vero segreto sta nell’amore per gli ingredienti freschi e nella convivialità, elementi che rendono ogni tavola un luogo di festa.
Negli ultimi anni, ho notato come questa gastronomia stia conquistando il mondo, con chef e food blogger che ne reinterpretano i classici in modi sempre più creativi.
Non si tratta solo di tendenza, ma di un vero e proprio riconoscimento della sua autenticità e versatilità. Che siate curiosi di sperimentare nuove ricette a casa vostra o semplicemente sognate il vostro prossimo viaggio culinario, preparatevi a innamorarvi.
In questo articolo, scopriremo insieme i pilastri della cucina tradizionale israeliana, analizzando le ricette più iconiche e svelando qualche trucco per portarle direttamente sulla vostra tavola.
Sono qui per guidarvi in un viaggio del gusto che, ne sono certa, vi lascerà un ricordo indelebile e forse anche qualche nuova idea per le vostre cene.
Siete pronti a immergervi in questo affascinante mondo di sapori e tradizioni? Allora, andiamo a fondo in questo viaggio culinario che cambierà il vostro modo di vedere il cibo!
Un Mosaico di Sapori: Le Radici Profonde della Cucina Israeliana

La cucina israeliana, ve lo dico per esperienza, è un vero e proprio viaggio sensoriale che affonda le sue radici in una storia millenaria e in un crocevia di culture unico al mondo.
Non è nata da un giorno all’altro, ma si è plasmata e arricchita nel tempo grazie ai contributi delle diverse comunità ebraiche che, da ogni angolo del globo, sono confluite in Israele.
Pensate a un grande pentolone dove si sono mescolati sapori mediorientali, europei, africani e asiatici: il risultato è un’esplosione di gusti che riflette la complessità e la vivacità del paese stesso.
Ogni piatto racconta una storia, un’emigrazione, un ricordo lontano che si reinventa sulle tavole israeliane. Ho avuto modo di assaggiare preparazioni che mi ricordavano vagamente sapori siciliani, per poi scoprire che l’influenza arrivava dagli ebrei sefarditi, o piatti che mi facevano pensare all’Est Europa, portati dagli ebrei Ashkenaziti.
È un continuo gioco di scoperte, credetemi!
Le Eredità Culturali nel Piatto
Dalle carni arrostite e le paste dolci e salate della cucina Mizrahi, che deriva dalle tradizioni culinarie degli ebrei del mondo arabo, alle influenze più speziate e piccanti portate dagli ebrei spagnoli e portoghesi, fino ai gusti più dolciastri degli ebrei dell’Europa Centrale e di Babilonia: ogni gruppo ha lasciato il suo segno.
Questo melting pot culinario non è una semplice somma di parti, ma una vera e propria fusione, dove gli ingredienti e le tecniche si sono incontrati, scontrati e infine abbracciati, creando qualcosa di totalmente nuovo e distintivo.
È come se ogni famiglia che arrivava portasse con sé le sue ricette del cuore, e queste, incontrandosi con quelle dei vicini, dessero vita a nuove tradizioni.
Il Kosher: Non Solo Regole, ma Arte Culinaria
Un aspetto fondamentale che modella profondamente la cucina israeliana è la Kashrut, l’insieme delle leggi alimentari ebraiche. Non è solo una questione religiosa, ma una vera e propria filosofia che influenza la scelta degli ingredienti, la loro preparazione e persino la loro combinazione.
Ad esempio, carne e latticini non vengono mai serviti insieme, una regola che, a mio avviso, spinge la creatività in cucina, portando a esplorare combinazioni inaspettate e gusti intensi senza l’uso di questi abbinamenti.
Ho visto chef israeliani creare capolavori con sole verdure o con pesce, dimostrando che i limiti, in cucina, sono solo un’opportunità per innovare.
Quando il Comfort Food Incontra le Spezie: I Pilastri della Tavola Quotidiana
Passiamo ora ai piatti che ogni israeliano, e ogni viaggiatore curioso come me, ha nel cuore. Certo, falafel e hummus sono famosissimi, e giustamente!
Ma c’è molto, molto di più che definisce il comfort food israeliano. Questi piatti non sono solo deliziosi, sono un abbraccio caldo che ti accompagna dalla colazione alla cena, con una varietà e una freschezza che ti sorprendono ogni volta.
Ho perso il conto di quante volte, dopo una lunga giornata a esplorare, un piatto fumante di shakshuka o un sabich saporito mi hanno rimesso al mondo.
La Shakshuka: Un Risveglio Esplosivo
Ah, la shakshuka! È il piatto che mi ha rubato il cuore e che, secondo me, racchiude l’anima della colazione israeliana. Immaginate uova affogate in una salsa ricca e saporita di pomodori, peperoni e cipolle, il tutto insaporito da spezie come paprika e cumino.
Tradizionalmente, la si mangia direttamente dalla padella, accompagnata da un buon pane per fare la “scarpetta”. Quando l’ho provata la prima volta a Tel Aviv, in un piccolo caffè con vista sul mare, ho capito che non avrei più voluto una colazione “normale”.
È un piatto che ti riempie di energia e allegria, perfetto per iniziare la giornata con il piede giusto. Non pensate alla solita frittata, è un’altra cosa, è un’esperienza!
Sabich e Shawarma: Lo Street Food che Conquista
Lo street food israeliano è un mondo a parte, un’esplosione di sapori che ti avvolge in ogni angolo di strada. Il Sabich, per esempio, è un panino che non ti aspetti: una pita ripiena di melanzane fritte, uova sode, hummus, tahini, insalata fresca e, se si è fortunati, un tocco di amba, una salsa di mango speziata che crea un equilibrio perfetto.
L’ho scoperto per caso in un mercatino di Gerusalemme e da allora è diventato una vera ossessione. E poi c’è lo Shawarma, la versione israeliana del kebab, con carne (spesso tacchino, pollo o agnello) cotta lentamente su uno spiedo verticale e servita nella pita con verdure e salse.
La carne è sempre tenerissima e succulenta, e le spezie le donano un profumo che ti fa venire l’acquolina in bocca a metri di distanza!
Spezie e Aromi: Il Cuore Pulsante della Cucina Israeliana
Le spezie sono l’anima della cucina israeliana, non semplici condimenti, ma veri e propri protagonisti che trasformano ogni piatto in un’esperienza indimenticabile.
È incredibile come un pizzico di questa o quella spezia possa cambiare completamente il profilo di un ingrediente semplice, esaltandone il sapore e donando profondità.
Ho passato ore a girovagare nei mercati, come il Shuk HaCarmel a Tel Aviv, solo per annusare i profumi intensi e colorati delle bancarelle di spezie. È un’esperienza che consiglio a tutti, anche solo per capire l’importanza di questi piccoli tesori.
Za’atar e Sumac: Profumi d’Oriente
Il Za’atar è una miscela di spezie iconica, composta da timo, sesamo e sale, spesso arricchita da maggiorana, origano e altre erbe aromatiche. Lo si trova ovunque e lo si usa su tutto: dal pane manakish della colazione, alle insalate, fino alle marinate per carne e pesce.
Il suo aroma terroso e leggermente aspro è inconfondibile e crea dipendenza! Poi c’è il Sumac, una spezia dal colore rosso intenso e dal sapore acidulo e fruttato, perfetta per dare un tocco di freschezza a insalate, hummus e piatti di carne.
Usarli in cucina mi fa sentire un po’ una chef, anche se so che la mia abilità non è minimamente paragonabile a quella delle vere cuoche israeliane!
Tahini e Amba: Salse che Fanno la Differenza
Non si può parlare di spezie senza menzionare la Tahini, una pasta di semi di sesamo che è la base di tantissime salse e creme, dall’hummus al baba ghanoush.
Ha un sapore ricco, leggermente amarognolo e una consistenza vellutata che la rende incredibilmente versatile. La mia dispensa non ne è mai sprovvista, la uso anche solo per condire un’insalata veloce!
L’Amba, invece, è una salsa di mango fermentato e speziato, con origini irachene, che ha conquistato un posto d’onore nello street food israeliano, in particolare con lo shawarma e il sabich.
Il suo gusto agrodolce e piccante è un’esplosione di sapore che ti lascia a bocca aperta.
La Colazione Israeliana: Un Banchetto da Re
Se c’è una cosa che mi ha veramente colpito della cultura culinaria israeliana, è la colazione. Dimenticatevi il caffè e cornetto, in Israele la colazione è un vero e proprio rito, un banchetto sontuoso che potrebbe tranquillamente sostituire il pranzo.
Non è solo un pasto, è un’esperienza sociale, un momento per condividere e godere della compagnia, proprio come succedeva nei kibbutz dove è nata questa tradizione.
Quando mi sono trovata davanti a una tavola imbandita per la colazione in un hotel di Gerusalemme, ho pensato che avessero sbagliato e mi avessero portato il pranzo!
La varietà e la freschezza dei prodotti sono semplicemente incredibili.
Non solo Uova e Formaggi: Un Mondo di Freschezza
Una tipica colazione israeliana è un tripudio di colori e sapori. Accanto alle immancabili uova (spesso strapazzate, fritte o in shakshuka), troverete una miriade di insalate freschissime – pomodori, cetrioli, peperoni tagliati finemente e conditi con olio e limone – formaggi morbidi come il labaneh, olive, pane fresco di ogni tipo (dalla pita al pane integrale), e una varietà di creme e salse come hummus e tahini.
Non mancano poi le verdure sott’aceto e i falafel. È una colazione ricca, nutriente e incredibilmente appagante, che ti prepara ad affrontare qualsiasi giornata, anche quella più intensa, con il sorriso sulle labbra.
È un’ode alla freschezza e alla convivialità, un vero inno alla vita.
Il Pane dello Shabbat: La Challah
Tra i vari tipi di pane, un posto d’onore spetta alla Challah, il pane intrecciato tipico dello Shabbat e delle festività. Non è solo un alimento, ma ha un profondo valore simbolico.
Il suo impasto, solitamente privo di latte e burro per rispettare le leggi della Kashrut, è leggermente dolce e la sua consistenza morbida la rende perfetta per accompagnare qualsiasi cosa, dalle salse alle insalate.
Ho avuto la fortuna di assaggiarla appena sfornata, ancora calda, in una panetteria di Gerusalemme, ed è stata una di quelle esperienze che ti restano impresse nel cuore e nella memoria per sempre.
Dai Dolci Tradizionali alle Delizie Moderne: La Dolcezza d’Israele
Dopo un pasto così ricco e saporito, non potevano mancare i dolci, veri e propri gioielli della pasticceria israeliana. Anche qui, la varietà è sorprendente, con influenze che spaziano dal Medio Oriente all’Europa, creando un mix irresistibile di sapori e consistenze.
C’è qualcosa per tutti i gusti, dal più tradizionale al più innovativo, e devo dire che la loro dolcezza è spesso bilanciata, mai stucchevole, perfetta per chiudere in bellezza un’esperienza culinaria.
Halva e Sufganiot: Tentazioni Golose
L’Halva è sicuramente il dolce israeliano più celebre e amato, una pasta di sesamo densa e zuccherata, spesso arricchita con pistacchi, mandorle, cioccolato o datteri.
La parola “halva” significa proprio “dolce”, ed è una categoria che comprende diverse tipologie, ma quella di sesamo è la regina in Israele. L’ho assaggiata in diverse varianti e ogni volta è una scoperta: è un dolce che ti avvolge con la sua consistenza unica e il suo sapore intenso.
Poi, per chi ama i fritti, ci sono le Sufganiot, simili ai nostri bomboloni, tradizionalmente consumate durante la festività di Hanukkah. Sono soffici e spesso ripiene di marmellata, crema o cioccolato, e spolverate di zucchero a velo.
Una vera coccola per il palato, soprattutto se gustate calde!
Orecchie di Haman e Safra: Sapori di Festa e Famiglia

Tra i dolci più particolari, troviamo le Oznei Haman, o “orecchie di Haman”, dolcetti triangolari farciti, associati alla festività di Purim. La farcitura più tradizionale è a base di semi di papavero, ma si trovano anche con prugne, noci, datteri o cioccolato.
Ogni volta che le assaggio, sento il calore delle tradizioni familiari e delle feste condivise. Un altro dolce interessante è la Safra, un tipico dolce israeliano, semplice e veloce da realizzare, senza burro e spesso arricchito con mandorle.
È un dolce più leggero, perfetto per la colazione o la merenda, che dimostra come la pasticceria israeliana sappia essere anche delicata e raffinata.
Le Tendenze Attuali e l’Innovazione in Cucina
La cucina israeliana non è statica, anzi! È in continua evoluzione, e negli ultimi anni ho notato un fermento incredibile, con chef che reinterpretano le tradizioni in chiave moderna, portando la gastronomia israeliana sui palati di tutto il mondo.
Non si tratta solo di mantenere vive le ricette antiche, ma di guardare avanti, sperimentare e innovare, sempre con un occhio di riguardo alla freschezza e alla qualità degli ingredienti.
È un po’ come un’onda che travolge e porta con sé nuove idee, ma che non dimentica mai da dove è partita.
Chef Stellati e Rivoluzione Gastronomica
Chef come Assaf Granit e Yotam Ottolenghi stanno rivoluzionando la percezione della cucina israeliana, portandola dai mercati di Gerusalemme e Tel Aviv ai ristoranti stellati di Parigi e Londra.
Ho seguito le loro carriere con grande interesse, e vedere come riescono a unire la tradizione mediorientale con tecniche e presentazioni moderne è davvero stimolante.
Granit, ad esempio, è noto per il suo approccio energico e innovativo, e per la sua capacità di trasformare piatti della tradizione ebraica in creazioni contemporanee, come il kugel in versione vegana.
Sono veri e propri ambasciatori del gusto israeliano nel mondo, dimostrando che questa cucina ha un potenziale illimitato.
La Crescita del “Vegan-Friendly”
Un aspetto che mi entusiasma particolarmente è la crescente attenzione verso una cucina più sana e “vegan-friendly”. Israele è riconosciuto come uno dei paesi più accoglienti per vegani e vegetariani, grazie alla vasta offerta di piatti a base di verdure, legumi e cereali.
Questo non sorprende, data la ricchezza di ingredienti freschi disponibili e la tradizione di piatti senza carne o latticini, in linea con le leggi Kosher.
Ho sempre apprezzato la facilità con cui si trovano opzioni vegetariane deliziose e creative, ben oltre la solita insalata, e credo che questa sia una tendenza che continuerà a crescere e a ispirare.
Esperienze e Consigli Pratici per Esplorare i Sapori di Israele
Dopo avervi raccontato di queste meraviglie, voglio darvi qualche dritta, qualche “perla di saggezza” frutto delle mie peregrinazioni e dei miei assaggi.
Perché viaggiare è bello, ma farlo con la consapevolezza di dove e cosa assaggiare rende l’esperienza davvero indimenticabile, trasformando ogni pasto in un pezzo di storia e cultura.
Non Fermatevi ai Soliti Nomi!
Il mio primo consiglio è: non limitatevi a hummus e falafel, per quanto squisiti siano! Avventuratevi, siate curiosi, provate tutto quello che trovate.
Andate nei mercati, come il Machane Yehuda a Gerusalemme o il Carmel Market a Tel Aviv. Lì troverete l’anima vera della cucina israeliana, le piccole botteghe con le ricette segrete tramandate di generazione in generazione.
Chiedete consigli, assaggiate lo street food, lasciatevi guidare dall’istinto e dai profumi che vi attireranno. Ho scoperto il sabich più buono della mia vita in un chioschetto anonimo, seguendo solo il profumo irresistibile delle melanzane fritte.
A Tavola, come un Vero Israeliano
Non abbiate fretta. La convivialità è al centro della tavola israeliana. I pasti, soprattutto la colazione e la cena, sono momenti di condivisione e festa.
Ordinate diversi piatti, le famose “meze” (antipasti e piccole porzioni varie), e condivideteli con i vostri commensali. È il modo migliore per assaggiare tante cose diverse e immergervi nella cultura locale.
Ricordo una cena a Jaffa dove il tavolo era talmente pieno di piattini colorati che a malapena si vedeva il legno! È un’esperienza che nutre non solo il corpo, ma anche l’anima, ve lo assicuro.
E non dimenticatevi la “scarpetta” con la pita, è d’obbligo!
Un Gusto da Non Dimenticare: Il Mio Amore per la Cucina Israeliana
Amici, spero che questo viaggio attraverso i sapori di Israele vi abbia incuriosito e, perché no, vi abbia fatto venire un’irrefrenabile voglia di partire o almeno di mettervi ai fornelli!
La cucina israeliana è molto più di un semplice insieme di ricette; è un racconto vivente, una testimonianza di storia, resilienza e una fusione di tradizioni che continua a sorprendere e a evolversi.
Ogni piatto è una finestra su un mondo di culture e storie, e l’ho sentita sulla mia pelle ad ogni assaggio.
I Miei Incontri e le Mie Scoperte
Personalmente, ogni volta che mi immergo in questa gastronomia, è come riscoprire un pezzo di me stessa, un’emozione forte che mi lega a quei luoghi, a quelle persone.
Ho imparato che dietro ogni falafel croccante e ogni cucchiaiata di hummus cremoso c’è un’arte, una passione e una storia che vale la pena di essere conosciuta.
Ho parlato con cuochi nei mercati, ho visto nonne preparare lo challah con un amore che traspare in ogni treccia, e ho capito che la vera magia sta nella semplicità degli ingredienti freschi e nella generosità con cui vengono offerti.
Portare Israele nella Vostra Cucina
Ma la bellezza della cucina israeliana è che non è necessario prendere un aereo per viverla. Molte delle sue delizie possono essere ricreate facilmente nella vostra cucina, con ingredienti che ormai si trovano senza problemi anche qui in Italia.
Provate a preparare una shakshuka per la vostra prossima colazione, o un hummus fatto in casa, e vedrete che profumi e sapori riuscirete a portare in tavola.
Vi assicuro che è un’esperienza che vale la pena fare, un piccolo pezzo di Israele che potete portare direttamente nelle vostre vite. E chissà, magari vi innamorerete anche voi, proprio come è successo a me.
| Piatto | Ingredienti Chiave | Curiosità / Consigli |
|---|---|---|
| Shakshuka | Uova, Pomodoro, Peperoni, Cipolla, Paprika, Cumino | Ideale per colazione o brunch, si mangia direttamente dalla padella con pane fresco. |
| Hummus | Ceci, Tahini, Limone, Aglio, Olio d’oliva | Base di ogni pasto, ottimo con pita, verdure crude o falafel. Essenziale la tahini di qualità. |
| Falafel | Ceci o Fave, Prezzemolo, Coriandolo, Cumino, Aglio | Polpette fritte, croccanti fuori e morbide dentro, perfette nella pita con salse e insalata. |
| Sabich | Pita, Melanzane fritte, Uova sode, Hummus, Tahini, Amba | Un panino ricco e saporito, ottimo street food. L’amba è un tocco speciale! |
| Challah | Farina, Acqua, Lievito, Zucchero, Olio (senza latte/burro) | Pane intrecciato dello Shabbat, dal sapore leggermente dolce e consistenza soffice. |
Per Concludere
Cari amici di “Diario di una Ghiottona”, spero davvero che questo viaggio virtuale nel cuore della cucina israeliana vi abbia catturato tanto quanto ha catturato me. Ogni boccone, ogni profumo, ogni incontro culinario in Israele è stato per me un’esperienza che va oltre il semplice gusto: è un racconto di popoli, di storie, di resilienza e di una passione che si manifesta in ogni piatto. Mi sento onorata di aver potuto condividere con voi un pezzetto di questo amore, sperando di aver acceso in qualcuno la scintilla della curiosità o, ancora meglio, quella della partenza per un’avventura gastronomica indimenticabile!
Consigli Utili per la Tua Avventura Culinaria
Se vi state preparando a esplorare i sapori vivaci di Israele, o anche solo a portarne un tocco nella vostra cucina, ecco qualche dritta che, per la mia esperienza, fa davvero la differenza:
1. Immergetevi nei mercati locali: Non c’è esperienza più autentica che perdersi tra le bancarelle del Machane Yehuda a Gerusalemme o del Carmel Market a Tel Aviv. Assaggiate, chiedete, annusate. Lì troverete non solo i migliori ingredienti freschi e le spezie più profumate, ma anche i veri “tesori” dello street food, spesso preparati secondo ricette tramandate da generazioni. I prezzi sono solitamente convenienti e l’atmosfera è indimenticabile.
2. Provate lo street food senza timore: Dal falafel croccante al sabich avvolgente, passando per lo shawarma succulento, lo street food israeliano è un’arte. Non abbiate paura di provare i chioschi meno appariscenti; spesso sono quelli che nascondono le perle più autentiche e gustose. Ho scoperto alcuni dei miei piatti preferiti proprio così, seguendo l’olfatto e la folla!
3. Adottate la filosofia della condivisione: In Israele, il pasto è un momento di convivialità. Ordinate diverse “meze” (piccole porzioni di antipasti e piatti vari) e condividetele con i vostri compagni di viaggio. È il modo migliore per assaggiare una vasta gamma di sapori e vivere appieno l’esperienza culinaria locale. È un’abitudine che mi è rimasta nel cuore e che cerco di replicare anche a casa.
4. Esplorate le opzioni vegane e vegetariane: Israele è un paradiso per chi segue una dieta plant-based. Non limitatevi a piatti “di contorno”; molti dei piatti tradizionali sono naturalmente vegani o vegetariani e sono incredibilmente saporiti e creativi. Troverete sempre un’ampia scelta, dal ricco hummus alle insalate fresche, passando per le infinite varianti di verdure preparate in modi sorprendenti. Non pensate che siano scelte di ripiego, sono vere e proprie eccellenze culinarie.
5. Non sottovalutate l’importanza dell’acqua: Con tutti questi sapori intensi e a volte piccanti, soprattutto se visitate il paese durante i mesi più caldi, mantenervi idratati è fondamentale. Tenete sempre a portata di mano una bottiglia d’acqua. Molti locali offrono acqua fresca gratuitamente, quindi approfittatene!
Punti Chiave da Ricordare
Riassumendo il nostro viaggio gastronomico, è chiaro che la cucina israeliana è un vero e proprio “mosaico di sapori” che riflette la sua storia complessa e le sue radici culturali profonde. Ogni piatto è un ponte tra tradizioni mediorientali, europee e africane, arricchite dall’influenza della Kashrut che, lungi dall’essere un limite, stimola una creatività unica. Abbiamo scoperto insieme i pilastri della tavola quotidiana, come la vibrante shakshuka e lo street food irresistibile del sabich e dello shawarma, che sono molto più di semplici pasti: sono espressioni di calore e condivisione. Le spezie, dal za’atar al sumac, e le salse come la tahini e l’amba, sono il cuore pulsante che dona profondità e carattere a ogni preparazione, trasformando ingredienti semplici in esperienze indimenticabili. La colazione israeliana, un vero e proprio banchetto da re, incarna lo spirito di abbondanza e convivialità, mentre i dolci, dall’halva alle sufganiot, ci hanno deliziato con la loro sorprendente varietà. Infine, abbiamo osservato come questa cucina sia in continua evoluzione, con chef innovativi e una crescente attenzione al “vegan-friendly”, rendendola una delle scene gastronomiche più dinamiche e stimolanti al mondo. Ricordate, esplorare la cucina israeliana significa aprirsi a un mondo di storie, emozioni e, soprattutto, sapori che non dimenticherete facilmente.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Al di là di falafel e hummus, quali sono i piatti imperdibili che dovrei assolutamente provare per immergermi nella vera cucina israeliana?
R: Ottima domanda, perché vi assicuro che la cucina israeliana è un tesoro di sapori ben oltre questi due classici, seppur deliziosi! Personalmente, dopo aver girovagato tra i mercati di Tel Aviv e le trattorie di Gerusalemme, ho scoperto delle vere e proprie gemme.
Non potete non assaggiare la Shakshuka, quella meraviglia di uova cotte in una salsa densa di pomodoro e peperoni, spesso arricchita da spezie come il cumino.
È perfetta per una colazione sostanziosa, ma a me piace gustarla anche a pranzo, magari con una fetta di pane fresco per fare la “scarpetta” come si deve!
Poi c’è il Sabich, un panino che è un’esplosione di gusto, ripieno di melanzane fritte, uova sode, patate, tahini e un tocco di salsa amba, un chutney di mango che gli dà quel non so che di esotico.
E non dimentichiamoci lo Shawarma, la versione israeliana del kebab, con carne (spesso agnello o tacchino) cotta lentamente sullo spiedo e avvolta in una pita con verdure fresche e salse.
Ogni morso è un viaggio! Ho anche un debole per il Burekas, triangolini di pasta sfoglia ripieni di patate, formaggio o spinaci, ideali come spuntino.
Vi dico, ce n’è per tutti i gusti, e sono tutti piatti che raccontano una storia unica.
D: Da dove provengono le influenze che rendono la cucina israeliana così ricca e variegata?
R: Questa è una delle cose che più mi affascina della cucina israeliana! Come ho avuto modo di constatare di persona e di approfondire, è un vero e proprio “melting pot” culinario, il risultato di secoli di storia e di migrazioni.
Pensate che, dopo la fondazione dello Stato di Israele nel 1948, il paese ha accolto ebrei da ogni angolo del mondo, ognuno portando con sé le proprie tradizioni e ricette.
Così, accanto alla radicata tradizione ebraica, che include le regole del Kosherut, troviamo una fortissima influenza della cucina araba e levantina, con piatti come l’hummus, il falafel e il tahini che sono diventati simbolo della regione.
Ma non finisce qui! Ci sono anche tracce delle cucine dell’Europa orientale (come il Latkes e la Challah), del Nord Africa (pensiamo alla Shakshuka, originaria del Maghreb), e persino influenze da Yemen e Iraq.
È come se ogni piatto fosse un piccolo pezzo di un mosaico globale, un’eredità culturale che rende ogni assaggio un’esperienza ricca e profondamente connessa alla storia di un popolo.
Ed è proprio questa mescolanza che, a mio avviso, la rende così speciale e sorprendentemente moderna.
D: Quali sono i segreti per replicare con successo i sapori autentici della cucina israeliana nella mia cucina di casa?
R: Ah, questo è il punto cruciale per noi amanti della buona cucina che vogliamo portare un po’ di Israele direttamente sulla nostra tavola! Vi confesso che all’inizio anch’io pensavo fosse complicato, ma con qualche piccolo trucco e gli ingredienti giusti, il successo è assicurato.
Il primo segreto, che ho imparato esplorando i mercati, è la freschezza degli ingredienti. Non abbiate paura di cercare verdure di stagione, erbe aromatiche fresche come prezzemolo e coriandolo, e legumi di ottima qualità.
Poi, le spezie sono la chiave! Za’atar, cumino, paprika, coriandolo in polvere… non lesinate, ma dosatele con amore, perché sono loro a dare quel profumo inconfondibile.
Un consiglio che mi sento di darvi è di procurare una buona tahini, la crema di sesamo, perché è alla base di tantissimi piatti, dall’hummus alle salse.
Per quanto riguarda le tecniche, non servono grandi attrezzature: una buona padella per la Shakshuka, un frullatore per l’hummus e magari un forno per il pane pita fatto in casa (ci sono ricette facili che non richiedono bollitura, come il Jerusalem Bagel) sono già un ottimo inizio.
Infine, e questo l’ho capito vivendo l’esperienza, cucinate con passione e condividete i piatti con amici e famiglia. La convivialità è un ingrediente segreto della cucina israeliana, e vi assicuro che fa la differenza!






