Amici lettori, quante volte ci siamo chiesti se sia davvero possibile unire profitto e impatto sociale, creando un mondo migliore un passo alla volta?
Io, da quando ho iniziato a esplorare le dinamiche globali, sono rimasta affascinata dalle storie di chi ci riesce, superando ogni aspettativa. Oggi voglio parlarvi di un luogo che, nonostante le sue complessità e la sua fama di ‘Start-up Nation’ focalizzata sulla tecnologia, sta silenziosamente diventando un faro per l’innovazione sociale: Israele.
Ho avuto il privilegio di approfondire alcune di queste incredibili realtà e, credetemi, la loro capacità di trasformare sfide apparentemente insormontabili in opportunità di crescita e benessere collettivo è a dir poco strabiliante.
Non si tratta solo di buona volontà, ma di veri e propri modelli di business sostenibili che generano valore tangibile per la comunità, dalla coesione sociale all’ambiente.
È una tendenza che sta ridefinendo il concetto stesso di successo aziendale a livello globale, dimostrando che l’innovazione può e deve avere un cuore pulsante.
Sono esempi che ci mostrano la via per un futuro dove l’economia e l’etica vanno di pari passo. Scopriamo insieme queste storie che ispirano un cambiamento reale e duraturo.
Un’Anima Innovativa Oltre il Digitale

Quando pensiamo a Israele, la prima cosa che spesso ci viene in mente è l’alta tecnologia, le startup che rivoluzionano il mondo digitale o la cybersecurity.
Eravamo tutti abituati a sentir parlare di Tel Aviv come una delle capitali mondiali dell’innovazione tecnologica, un po’ la Silicon Valley del Medio Oriente, un crogiolo di ingegneri brillanti e idee avanguardistiche.
Tuttavia, ciò che ho scoperto di recente, e che mi ha davvero colpita, è come questa stessa mentalità innovativa si stia riversando in un campo forse meno appariscente, ma infinitamente più significativo per il benessere delle persone: quello dell’innovazione sociale.
È come se lo stesso “DNA” che porta a creare app rivoluzionarie o sistemi di intelligenza artificiale sofisticati, fosse ora orientato a risolvere problemi urgenti che affliggono la società, sia a livello locale che globale.
Non si tratta solo di fare beneficenza o di avere un impatto positivo come effetto collaterale, ma di costruire modelli di business che abbiano l’impatto sociale come proprio core, come ragione d’essere.
È un approccio che sposta il focus dal puro profitto a un equilibrio tra guadagno economico e beneficio collettivo, e devo dire che trovo questa evoluzione assolutamente affascinante e profondamente necessaria nel mondo di oggi.
Il ‘Tikun Olam’ nell’Imprenditoria Moderna
Mi ha sempre colpito come la cultura israeliana sia profondamente radicata nel concetto di “Tikun Olam”, che significa “riparare il mondo” o “migliorare il mondo”.
Questo non è solo un principio religioso o filosofico, ma permea ogni aspetto della vita quotidiana, inclusa l’imprenditoria. Ho avuto modo di parlare con diversi imprenditori e innovatori durante i miei viaggi virtuali in Israele, e mi hanno raccontato come questo senso di responsabilità collettiva sia spesso il motore dietro le loro scelte.
Non si limitano a identificare un bisogno di mercato, ma cercano attivamente di individuare le “crepe” nella società, quelle ingiustizie o inefficienze che possono essere sanate attraverso soluzioni ingegnose e scalabili.
Vedere come un’idea, nata magari in un caffè di Gerusalemme o in un coworking a Haifa, possa trasformarsi in un progetto che genera posti di lavoro e, al contempo, offre un servizio essenziale a comunità svantaggiate, è qualcosa che mi riempie di speranza e mi fa credere ancora di più nel potenziale umano.
Non è un caso, credo, che molte delle innovazioni sociali israeliane nascano in ambiti come l’agritech o l’acqua, dove le sfide ambientali sono tangibili e l’urgenza di trovare soluzioni è palpabile.
Dalla Start-Up alla Soluzione Sociale: Percorsi Inattesi
È interessante notare come molte delle competenze acquisite nel settore high-tech israeliano vengano poi riapplicate per affrontare problematiche sociali.
Non è raro, infatti, che ingegneri, scienziati informatici o esperti di marketing che hanno lavorato in startup di successo decidano di mettere le proprie capacità al servizio di un’impresa sociale.
È una sorta di “passaggio di testimone” dal mondo delle app e dei software a quello delle soluzioni concrete per la vita delle persone. Personalmente, ho trovato questa dinamica estremamente potente.
Immaginate un esperto di intelligenza artificiale che sviluppa un algoritmo non per ottimizzare la pubblicità online, ma per prevedere le crisi idriche in aree rurali, o un ingegnere che usa la sua esperienza in robotica per creare ausili per persone con disabilità.
Questi sono solo alcuni esempi di come un background apparentemente puramente tecnico possa trasformarsi in un potente strumento di cambiamento sociale.
È una testimonianza del fatto che l’innovazione non è fine a sé stessa, ma può e deve essere al servizio dell’umanità.
Quando l’Innovazione Incontra il Bene Comune: Storie Reali
Devo ammettere che quando ho iniziato a documentarmi, ero un po’ scettica. Spesso si parla di “impatto sociale” in modo generico, quasi fosse una moda.
Ma ciò che ho scoperto in Israele mi ha completamente sbalordita. Non si tratta di belle parole, ma di progetti concreti che stanno letteralmente trasformando la vita delle persone.
Penso a quelle realtà che utilizzano la tecnologia per l’inclusione, come app che facilitano la comunicazione per persone con disabilità uditive, o piattaforme che collegano volontari con anziani isolati.
Oppure penso a quelle che stanno affrontando le sfide ambientali con soluzioni ingegnose e sostenibili. Ricordo una volta, parlando con un amico italiano che vive a Tel Aviv, mi raccontò di un’iniziativa che ricicla le acque reflue in modo così efficiente da renderle potabili o utilizzabili per l’agricoltura, in un paese che notoriamente combatte la scarsità d’acqua.
È un approccio pragmatico, tipico della “Start-up Nation”, ma applicato con un cuore grande. Queste storie non sono solo ispiratrici, ma dimostrano che è possibile costruire un futuro più equo e sostenibile, un’innovazione alla volta.
L’importante è guardare oltre il guadagno immediato e concentrarsi sul valore a lungo termine per la comunità.
Progetti che Riducono le Disuguaglianze Sociali
Uno degli aspetti che mi ha più colpito è l’attenzione verso i segmenti più vulnerabili della società. Non solo si sviluppano soluzioni per l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, ma ci sono anche iniziative che mirano a colmare il divario digitale tra diverse comunità.
Ad esempio, ho letto di programmi che formano giovani provenienti da aree periferiche o svantaggiate nelle competenze digitali più richieste, offrendo loro un’opportunità reale di entrare nel mondo del lavoro hi-tech.
Questo non solo genera occupazione, ma crea anche modelli di ruolo positivi all’interno delle loro comunità, innescando un circolo virtuoso di crescita e sviluppo.
Credo fermamente che l’accesso alla formazione e alle nuove tecnologie non debba essere un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti, e vedere come in Israele si stiano facendo passi concreti in questa direzione mi fa ben sperare anche per il nostro Paese.
È un investimento nel capitale umano che ripaga non solo a livello individuale, ma per l’intera collettività, rafforzando il tessuto sociale.
Soluzioni Ambientali dal Deserto al Mondo
Israele, essendo un paese con risorse naturali limitate, ha sempre dovuto essere all’avanguardia nell’innovazione in campo ambientale, soprattutto per quanto riguarda l’acqua e l’agricoltura.
Tuttavia, ora stiamo assistendo a una nuova ondata di innovazione che non mira solo all’efficienza, ma anche alla sostenibilità e all’impatto sociale.
Ho scoperto realtà che sviluppano tecnologie per l’irrigazione a goccia super efficienti, riducendo drasticamente lo spreco d’acqua, o sistemi per l’energia solare che possono essere implementati anche in villaggi remoti e privi di infrastrutture.
Mi ha colpito in particolare un’azienda che trasforma i rifiuti organici in energia, creando non solo una soluzione ecologica, ma anche posti di lavoro per le comunità locali.
È la dimostrazione che le sfide ambientali possono essere trasformate in opportunità di crescita economica e sociale, e che la necessità aguzza l’ingegno, portando a soluzioni che poi possono essere esportate e replicate in altre parti del mondo, contribuendo a un futuro più verde e resiliente per tutti.
Un Terreno Fertile: L’Ecosistema a Sostegno del Cambiamento
Non si può parlare di innovazione sociale in Israele senza menzionare il terreno fertile su cui essa prospera. Non è un fenomeno isolato o frutto del caso, ma il risultato di un ecosistema ben strutturato e in continua evoluzione.
Ho sempre creduto che per far sbocciare le buone idee, non basti la genialità, ma serva anche un ambiente che le nutra e le sostenga. Ebbene, in Israele ho trovato proprio questo: un mix dinamico di università all’avanguardia, centri di ricerca pubblici e privati, programmi di accelerazione e incubazione specifici per le imprese sociali, e un settore filantropico molto attivo.
Ricordo una conversazione con un direttore di un incubatore di Tel Aviv, che mi spiegava come il loro obiettivo non fosse solo fornire spazi o capitali, ma creare una vera e propria comunità, dove gli imprenditori possono scambiarsi idee, ricevere mentorship da esperti e superare insieme le difficoltà.
Questa rete di supporto è cruciale, perché l’innovazione sociale, pur essendo estremamente gratificante, spesso presenta sfide uniche, diverse da quelle delle startup puramente commerciali.
La collaborazione tra il settore pubblico, privato e il terzo settore è una chiave di volta, e credo che noi in Italia potremmo imparare molto da questo modello.
Acceleratori e Incubatori Sociali: La Culla delle Idee
Non è un segreto che Israele sia famosa per i suoi acceleratori e incubatori di startup. Ma quello che mi ha sorpresa è la crescente nascita di programmi specificamente dedicati all’innovazione sociale.
Questi non si limitano a offrire fondi o uffici, ma forniscono un supporto a 360 gradi, dalla consulenza legale e finanziaria alla mentorship strategica, fino all’accesso a reti di investitori e partner.
È come un laboratorio dove le idee più promettenti vengono affinate, messe alla prova e trasformate in progetti scalabili e sostenibili. Ho avuto l’opportunità di conoscere una startup che, grazie al supporto di uno di questi incubatori, è riuscita a sviluppare una piattaforma per l’educazione inclusiva, raggiungendo migliaia di bambini in situazioni di svantaggio.
Senza quel sostegno iniziale, probabilmente l’idea sarebbe rimasta solo un bel sogno. Questo dimostra quanto sia fondamentale avere strutture che credano in questi progetti e offrano gli strumenti necessari per trasformarli in realtà tangibili e di impatto.
Il Ruolo delle Fondazioni e del Settore Pubblico
Oltre al dinamismo del settore privato, non va sottovalutato il ruolo delle fondazioni filantropiche e, in misura crescente, del settore pubblico. Molte fondazioni israeliane stanno orientando i loro investimenti verso le imprese sociali, riconoscendo che un approccio imprenditoriale può generare un impatto più duraturo e scalabile rispetto alla sola beneficenza.
Inoltre, il governo sta iniziando a riconoscere l’importanza dell’innovazione sociale, promuovendo bandi e incentivi per le startup che si impegnano a risolvere problemi sociali o ambientali.
Questa sinergia tra diversi attori è, a mio avviso, uno dei segreti del successo israeliano. È la dimostrazione che, quando tutti remano nella stessa direzione, anche le sfide più complesse possono essere affrontate con successo.
Credo che questa collaborazione pubblico-privato-sociale sia un modello prezioso da osservare e, magari, replicare in altri contesti.
Superare le Sfide: La Resilienza come Motore di Crescita
Nonostante il quadro positivo, è importante essere realisti: anche in Israele, l’innovazione sociale si scontra con le sue belle sfide. Non è un percorso privo di ostacoli, e spesso le difficoltà possono sembrare insormontabili.
Penso alle complessità burocratiche che a volte possono rallentare l’avvio di nuovi progetti, o alla difficoltà di attrarre investimenti in un settore che, per sua natura, non sempre garantisce ritorni economici rapidissimi come l’high-tech “puro”.
Poi ci sono le sfide legate alla pluralità sociale del paese, con diverse comunità che hanno esigenze e visioni differenti. Eppure, ciò che mi ha sempre impressionata è la resilienza e la determinazione degli innovatori sociali israeliani.
Non si arrendono di fronte alle difficoltà, ma le trasformano in opportunità per affinare le proprie soluzioni, per cercare nuove collaborazioni e per dimostrare che un altro modo di fare impresa è possibile.
È come se il senso di urgenza e la volontà di “riparare il mondo” fossero così forti da superare ogni barriera. E questo, per me, è il segno distintivo di una vera leadership, non solo tecnologica, ma anche etica.
Navigare le Complessità del Contesto Locale
Israele è un paese con una società estremamente diversificata, composta da diverse etnie, religioni e culture. Questa pluralità, se da un lato è una ricchezza, dall’altro può rappresentare una sfida per chi si occupa di innovazione sociale.
Progettare soluzioni che siano inclusive e rilevanti per tutte le comunità richiede una profonda comprensione delle dinamiche locali, un’attenzione particolare alle sensibilità culturali e la capacità di costruire ponti tra mondi diversi.
Ho avuto modo di conoscere alcune iniziative che lavorano specificamente per favorire l’integrazione tra le diverse componenti della società israeliana, ad esempio attraverso l’educazione interculturale o la promozione di opportunità lavorative congiunte.
Non è facile, me ne rendo conto, ma la volontà di superare queste barriere e di costruire una società più coesa è palpabile. Credo che proprio in questa capacità di affrontare le complessità risieda una delle lezioni più importanti che possiamo trarre dall’esperienza israeliana.
La Ricerca di Modelli di Business Sostenibili

Uno dei maggiori ostacoli per le imprese sociali è la sostenibilità economica. A differenza delle startup tradizionali, che possono concentrarsi esclusivamente sul profitto, le imprese sociali devono bilanciare l’impatto sociale con la generazione di entrate.
Questo richiede modelli di business innovativi e creativi. Molte realtà stanno sperimentando approcci ibridi, combinando vendite di prodotti o servizi con finanziamenti da fondazioni o investitori a impatto.
Altre si concentrano sulla creazione di valore per la comunità, che indirettamente porta a un beneficio economico. Ho trovato particolarmente interessante il dibattito sulla misurazione dell’impatto sociale: come si quantifica il valore di una vita migliorata o di un ambiente più pulito?
È una sfida complessa, ma gli innovatori israeliani stanno lavorando incessantemente per trovare risposte, sviluppando metriche e framework che possano dimostrare in modo tangibile il loro valore.
| Area di Innovazione | Esempi di Soluzioni (Generali) | Impatto Sociale Principale |
|---|---|---|
| Acqua e Agricoltura | Sistemi di irrigazione smart, desalinizzazione a basso costo, agricoltura verticale | Sicurezza alimentare, accesso all’acqua potabile, gestione sostenibile delle risorse |
| Salute e Benessere | Tecnologie per la telemedicina, ausili per disabili, piattaforme per la salute mentale | Accesso alle cure, inclusione, miglioramento della qualità della vita |
| Educazione e Inclusione | App per l’apprendimento personalizzato, formazione professionale, mentorship | Riduzione del divario digitale, opportunità lavorative, coesione sociale |
| Energie Rinnovabili | Solare a basso costo, gestione efficiente dei rifiuti, efficienza energetica | Sostenibilità ambientale, riduzione dell’inquinamento, energia accessibile |
| Coesione Sociale | Piattaforme di volontariato, progetti di dialogo interculturale, supporto a comunità vulnerabili | Integrazione, riduzione delle disuguaglianze, rafforzamento del tessuto sociale |
Lezioni Preziose per il Nostro Futuro
Dopo aver esplorato queste incredibili realtà, mi chiedo: cosa possiamo imparare noi, qui in Italia e in Europa, da questa “Start-up Nation” dell’innovazione sociale?
La mia personale riflessione è che non si tratta di copiare pedissequamente i loro modelli, ma di comprenderne lo spirito, la mentalità che li guida. L’audacia di sperimentare, la capacità di vedere le sfide come opportunità, la tenacia nel perseguire un impatto positivo anche di fronte alle difficoltà.
È un approccio che combina pragmatismo e visione, tecnologia e umanità. Credo che l’Italia, con il suo ricco tessuto di associazioni, cooperative e un forte senso di comunità, abbia un potenziale enorme per l’innovazione sociale.
Dobbiamo solo imparare a sbloccarlo, magari guardando a come altri paesi sono riusciti a creare ecosistemi che favoriscono lo sviluppo di imprese che non solo generano profitto, ma che lasciano anche un segno positivo duraturo nel mondo.
Non è solo una questione di investimenti, ma di cultura, di mentalità.
Modelli Replicabili e Partnership Transnazionali
Un aspetto cruciale dell’innovazione sociale israeliana è la sua capacità di generare modelli che possono essere adattati e replicati in contesti diversi.
Molte delle soluzioni sviluppate per affrontare specifiche sfide locali hanno un potenziale globale. Pensiamo, ad esempio, alle tecnologie per la gestione dell’acqua, che sono state esportate in paesi con problemi simili.
Questo apre la porta a partnership transnazionali, dove paesi come l’Italia possono collaborare con Israele per implementare soluzioni innovative e affrontare insieme le sfide globali, dal cambiamento climatico all’inclusione sociale.
Credo fortemente nell’importanza della collaborazione internazionale, perché le grandi sfide del nostro tempo non conoscono confini. Condividere conoscenze, esperienze e risorse è l’unico modo per costruire un futuro migliore per tutti.
Ed è proprio in questi scambi che, a mio avviso, risiede la vera forza dell’innovazione.
Come Possiamo Contribuire anche Noi?
Non dobbiamo essere scienziati o imprenditori per fare la nostra parte. Ogni giorno, nelle nostre scelte di consumo, nel modo in cui interagiamo con la nostra comunità, abbiamo l’opportunità di sostenere l’innovazione sociale.
Possiamo scegliere di acquistare prodotti da aziende che dimostrano un impegno sociale o ambientale, possiamo fare volontariato per un’organizzazione che ci sta a cuore, o semplicemente diffondere la conoscenza di queste incredibili storie.
Il mio invito è quello di informarvi, di cercare quelle realtà che stanno facendo la differenza e di sostenerle, anche con il passaparola. Ogni piccolo gesto conta, e insieme possiamo creare un movimento che spinga sempre più verso un’economia che sia al servizio dell’uomo e del pianeta, non il contrario.
Il futuro è nelle nostre mani, e io, personalmente, sono entusiasta di vedere come possiamo contribuire a plasmarlo.
Il Nostro Ruolo Attivo: Sostenere un Futuro più Giusto
Dopo aver esplorato il dinamismo dell’innovazione sociale israeliana, non posso fare a meno di pensare a come anche noi, nel nostro piccolo e nel nostro grande, possiamo contribuire a questa ondata di cambiamento.
Non dobbiamo limitarci ad essere spettatori passivi di queste belle storie, ma possiamo diventare parte attiva della soluzione. Non è necessario inventare la prossima grande tecnologia per avere un impatto; a volte, basta una scelta consapevole, un gesto di supporto, o anche solo la volontà di informarsi e diffondere la conoscenza.
Ho sempre creduto che la vera innovazione non nasca solo nei laboratori o nelle menti di pochi geni, ma anche nel cuore e nelle azioni di milioni di persone che, ogni giorno, scelgono di fare la differenza.
Il mio blog, per esempio, vuole essere proprio questo: un ponte tra voi e queste realtà che meritano di essere conosciute e sostenute. È un invito a non arrenderci di fronte alle complessità del mondo, ma a guardare le sfide come opportunità per costruire qualcosa di nuovo e migliore.
Investire nel Futuro: Anche con Piccoli Gesti
Quando parlo di sostenere l’innovazione sociale, non penso solo a grandi investimenti finanziari, anche se sono ovviamente importanti. Penso anche ai piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza.
Ad esempio, scegliendo di acquistare prodotti o servizi da imprese che hanno un dichiarato impatto sociale o ambientale. In Italia, stiamo assistendo a una crescita delle “B Corp” e delle cooperative sociali che offrono alternative etiche e sostenibili.
Ogni euro speso in queste direzioni è un voto per un’economia più giusta e responsabile. Oppure, possiamo dedicare un po’ del nostro tempo al volontariato, mettendo le nostre competenze al servizio di un’associazione che ci sta a cuore.
Non dobbiamo sentirci impotenti di fronte alle grandi sfide globali; il cambiamento parte sempre dal basso, dalla somma di tante piccole azioni individuali.
Promuovere una Cultura dell’Impatto Consapevole
Infine, credo che un ruolo fondamentale sia quello di promuovere una cultura che valorizzi l’impatto sociale e ambientale tanto quanto il profitto economico.
Dobbiamo educare noi stessi e le nuove generazioni a pensare in modo più olistico, a considerare le conseguenze delle nostre azioni non solo sul nostro portafoglio, ma anche sulla società e sul pianeta.
Questo significa incoraggiare i giovani a intraprendere percorsi professionali che abbiano un senso, a guardare al lavoro non solo come a un mezzo per guadagnarsi da vivere, ma come a un’opportunità per contribuire al bene comune.
L’esempio di Israele ci mostra che è possibile unire business e valori, e che anzi, questa combinazione può essere una potente leva per l’innovazione e la crescita.
Dobbiamo solo avere il coraggio di sognare in grande e di agire di conseguenza.
글을 마치며
Amici lettori, spero che questo viaggio nell’innovazione sociale israeliana vi abbia ispirato tanto quanto ha ispirato me. È un promemoria potente che il progresso non deve essere solo tecnologico, ma profondamente umano. Vedere come la resilienza e la creatività possano tradursi in soluzioni tangibili per un mondo migliore, un passo alla volta, è qualcosa che mi riempie di speranza. Il messaggio è chiaro: profitto e impatto sociale non sono più mondi separati, ma due facce della stessa medaglia, capaci di creare un futuro più equo e sostenibile per tutti noi. Non si tratta solo di grandi idee, ma di persone appassionate che ogni giorno scelgono di fare la differenza, e anche noi, nel nostro piccolo, possiamo far parte di questo incredibile cambiamento.
알아두면 쓸mo 있는 정보
1. Sostieni le B Corp Italiane: Quando fai acquisti, cerca le “B Corp” italiane. Sono aziende certificate che rispettano elevati standard di performance sociale e ambientale, trasparenza e responsabilità. Ogni tuo acquisto è un voto per un’economia più etica.
2. Esplora le Cooperative Sociali Locali: L’Italia ha una ricca tradizione di cooperative sociali che offrono servizi e prodotti, creando inclusione lavorativa e valore per la comunità. Informati su quelle presenti nella tua zona e scopri come puoi supportarle.
3. Volontariato: il tuo tempo è prezioso: Se vuoi avere un impatto diretto, considera il volontariato. Esistono piattaforme online e centri locali che collegano persone a organizzazioni che hanno bisogno di aiuto in svariati ambiti, dal sociale all’ambientale.
4. Formazione e Informazione: Resta aggiornato sulle tematiche dell’innovazione sociale e dell’economia circolare. Ci sono numerosi webinar gratuiti, corsi online e report che possono darti strumenti e conoscenze per capire meglio come contribuire.
5. Partecipa a Eventi e Reti: Molte città italiane ospitano eventi, festival e incontri dedicati all’innovazione sociale e all’economia sostenibile. Parteciparvi è un ottimo modo per conoscere persone, scambiare idee e scoprire nuove iniziative sul territorio.
중요 사항 정리
In sintesi, Israele dimostra che l’innovazione tecnologica può essere un potente motore per il cambiamento sociale, risolvendo problemi urgenti e creando valore per la comunità. La mentalità del “Tikun Olam” e un ecosistema robusto fatto di acceleratori, fondazioni e collaborazione pubblico-privata, nutrono questa tendenza. Nonostante le sfide legate alla complessità sociale e alla sostenibilità economica, la resilienza e la ricerca di modelli di business ibridi permettono a queste iniziative di prosperare. Per noi, in Italia, ci sono preziose lezioni da imparare, sia nell’adozione di modelli replicabili che nella promozione di una cultura dell’impatto consapevole attraverso le nostre scelte quotidiane e il nostro attivo coinvolgimento.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Ma come fa Israele, conosciuta come la “Start-up Nation” per la sua tecnologia all’avanguardia, a emergere anche come un faro per l’innovazione sociale? Non sembrano due mondi così allineati, no?
R: Questa è una domanda che mi sono posta anch’io moltissime volte, e la risposta, ve lo dico, è affascinante! La verità è che l’anima innovatrice di Israele, quella stessa che ha dato vita a tantissime startup tecnologiche di successo, non si limita solo ai chip e ai software.
È una mentalità profonda, quasi una cultura, che potrei definire come una “necessità trasformata in virtù”. Israele, per via della sua storia e delle sue peculiarità, ha sempre dovuto affrontare sfide uniche, che vanno dalla scarsità di risorse naturali ai complessi scenari geopolitici.
Questo ha forgiato nelle persone una resilienza incredibile e una capacità innata di trovare soluzioni creative dove altri vedono solo ostacoli. È la famosa “chutzpah” israeliana, un misto di audacia e sfrontatezza, che qui si traduce in una propensione a sperimentare, a non avere paura di fallire e a ripartire, sempre con un obiettivo chiaro: migliorare le cose.
Quando questa mentalità si unisce alla sensibilità sociale, tipica di una comunità che ha sempre valorizzato il “tikun olam” (riparare il mondo), ecco che nascono progetti incredibili.
Ho visto con i miei occhi come il settore no-profit e quello tech si fondano, creando soluzioni scalabili e sostenibili per problemi come l’inclusione sociale, la gestione dell’acqua in aree aride o lo sviluppo di tecnologie assistite per persone con disabilità.
Non è una contraddizione, ma l’evoluzione naturale di un ecosistema che vive di innovazione, e che ora ha capito che l’innovazione più grande è quella che crea valore per tutti.
D: Fantastico! Potresti farci qualche esempio pratico di queste incredibili iniziative di innovazione sociale israeliane? Sono curiosa di capire come funzionano davvero sul campo.
R: Assolutamente sì! Preparatevi perché gli esempi sono davvero tanti e ognuno racconta una storia potente. Pensate a WaterGen, un’azienda che ha sviluppato una tecnologia capace di estrarre acqua potabile dall’umidità dell’aria.
Immaginate l’impatto in regioni dove l’acqua è una risorsa preziosissima! Non è solo un’invenzione brillante, ma una soluzione che salva vite e migliora la qualità della vita in comunità vulnerabili.
Poi c’è Rewire, che si concentra sull’inclusione finanziaria dei lavoratori migranti, permettendo loro di gestire i propri soldi e inviare rimesse in modo più equo e trasparente.
È un esempio lampante di come la tecnologia possa abbattere barriere e dare dignità a chi altrimenti si troverebbe ai margini. E che dire di SpaceIL, un’organizzazione che non solo ha cercato di portare una navicella israeliana sulla luna, ma che attraverso questo ambizioso progetto ha ispirato migliaia di giovani a dedicarsi alle materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica)?
Non è direttamente “sociale” nel senso stretto, ma l’impatto educativo e motivazionale sulle nuove generazioni è immenso, creando i futuri innovatori e pensatori.
Questi sono solo alcuni flash, ma quello che colpisce è come queste iniziative non siano solo “belle idee”, ma veri e propri modelli di business che generano entrate, si autofinanziano e, cosa più importante, creano un impatto misurabile.
Hanno capito che per essere sostenibili nel lungo termine, devono essere anche economicamente solide. È un approccio pragmatico e visionario al tempo stesso.
D: Queste storie sono davvero d’ispirazione! Come possiamo noi, qui in Italia, prendere spunto da queste esperienze israeliane per creare un impatto sociale nelle nostre vite o nelle nostre attività, magari coniugando anche il profitto?
R: Ottima domanda! E la risposta è più semplice di quanto si pensi: l’innovazione sociale non è un monopolio di Israele, è una mentalità che possiamo coltivare tutti noi.
Il primo passo, direi, è guardare la nostra realtà con occhi diversi. Quali sono le sfide che vediamo nella nostra comunità, nel nostro quartiere, o anche nella nostra cerchia di amici?
Potrebbe essere la solitudine degli anziani, la mancanza di opportunità per i giovani, o magari uno spreco di risorse che potremmo facilmente evitare.
Da qui, il segreto è sviluppare quella che io chiamo la “mentalità del solutore”. Invece di lamentarci, chiediamoci: “Come potrei trasformare questo problema in un’opportunità, magari usando le mie competenze o creando un piccolo progetto?” Non deve essere per forza una startup tecnologica!
Anche un’iniziativa locale per il riuso creativo, un gruppo di mutuo aiuto, o un modo per rendere il tuo piccolo negozio più “verde” e inclusivo, sono forme di innovazione sociale.
Per quanto riguarda il connubio con il profitto, qui in Italia abbiamo un terreno fertile per le imprese sociali e le B-Corp. Pensate a come il turismo responsabile o l’agricoltura sostenibile stanno prendendo piede.
Si tratta di creare valore economico sì, ma con la consapevolezza che ogni azione ha una ricaduta sulla comunità e sull’ambiente. Ho notato che spesso, anche solo raccontando la propria storia, il proprio “perché” si fa ciò che si fa, si genera più engagement e fiducia, che poi si traduce anche in un successo commerciale.
Non abbiate paura di sperimentare, di cercare collaborazioni inaspettate – magari unendo un artigiano locale con un designer per creare qualcosa di unico e sostenibile.
Il cuore pulsante dell’innovazione sociale sta proprio nella capacità di vedere il potenziale dove altri vedono solo limiti e di agire, un passo alla volta, per costruire un futuro migliore per tutti.
E, credetemi, la gratificazione è immensa!






